Capalbio

Capalbio nasce come un luogo attraversato lentamente.
Un territorio osservato senza fretta, lasciando che siano la luce, le distanze e i silenzi a guidare lo sguardo. Questo lavoro prende forma da un’esigenza semplice: fermare un equilibrio fragile tra paesaggio, presenza umana e memoria.

Nel tempo, la serie si è ampliata diventando un archivio visivo in continua evoluzione. Le immagini non cercano la cartolina, ma una relazione più intima con il luogo. Oggi Capalbio resta un progetto aperto, che continua a crescere seguendo il ritmo naturale del territorio e dello sguardo che lo attraversa.

Luogo, anno / tecnica

Dimensioni / formato di stampa

Edizioni (unica / edizione limitata)

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La foto non fissa, è mobile come il pensiero

Capalbio nasce come un luogo attraversato lentamente.
Un territorio osservato senza fretta, lasciando che siano la luce, le distanze e i silenzi a guidare lo sguardo. Questo lavoro prende forma da un’esigenza semplice: fermare un equilibrio fragile tra paesaggio, presenza umana e memoria.

Nel tempo, la serie si è ampliata diventando un archivio visivo in continua evoluzione. Le immagini non cercano la cartolina, ma una relazione più intima con il luogo. Oggi Capalbio resta un progetto aperto, che continua a crescere seguendo il ritmo naturale del territorio e dello sguardo che lo attraversa.

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Viva Mandela Viva!

Capalbio nasce come un luogo attraversato lentamente.
Un territorio osservato senza fretta, lasciando che siano la luce, le distanze e i silenzi a guidare lo sguardo. Questo lavoro prende forma da un’esigenza semplice: fermare un equilibrio fragile tra paesaggio, presenza umana e memoria.

Nel tempo, la serie si è ampliata diventando un archivio visivo in continua evoluzione. Le immagini non cercano la cartolina, ma una relazione più intima con il luogo. Oggi Capalbio resta un progetto aperto, che continua a crescere seguendo il ritmo naturale del territorio e dello sguardo che lo attraversa.

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Metamorfosi

Capalbio nasce come un luogo attraversato lentamente.
Un territorio osservato senza fretta, lasciando che siano la luce, le distanze e i silenzi a guidare lo sguardo. Questo lavoro prende forma da un’esigenza semplice: fermare un equilibrio fragile tra paesaggio, presenza umana e memoria.

Nel tempo, la serie si è ampliata diventando un archivio visivo in continua evoluzione. Le immagini non cercano la cartolina, ma una relazione più intima con il luogo. Oggi Capalbio resta un progetto aperto, che continua a crescere seguendo il ritmo naturale del territorio e dello sguardo che lo attraversa.

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Khumb-Mela

Capalbio nasce come un luogo attraversato lentamente.
Un territorio osservato senza fretta, lasciando che siano la luce, le distanze e i silenzi a guidare lo sguardo. Questo lavoro prende forma da un’esigenza semplice: fermare un equilibrio fragile tra paesaggio, presenza umana e memoria.

Nel tempo, la serie si è ampliata diventando un archivio visivo in continua evoluzione. Le immagini non cercano la cartolina, ma una relazione più intima con il luogo. Oggi Capalbio resta un progetto aperto, che continua a crescere seguendo il ritmo naturale del territorio e dello sguardo che lo attraversa.

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Maremma

Capalbio nasce come un luogo attraversato lentamente.
Un territorio osservato senza fretta, lasciando che siano la luce, le distanze e i silenzi a guidare lo sguardo. Questo lavoro prende forma da un’esigenza semplice: fermare un equilibrio fragile tra paesaggio, presenza umana e memoria.

Nel tempo, la serie si è ampliata diventando un archivio visivo in continua evoluzione. Le immagini non cercano la cartolina, ma una relazione più intima con il luogo. Oggi Capalbio resta un progetto aperto, che continua a crescere seguendo il ritmo naturale del territorio e dello sguardo che lo attraversa.

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